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Nelle ex officine Uferhallen si sono inventati la art public company.

Sorgono quasi dal nulla… percorrendo l’Uferstrasse, una via tranquilla e alberata di Wedding. Ad un certo punto si apre la visuale e appaiono le Uferhallen (“capannoni a riva”), l’ex deposito e officina del servizio di trasporto pubblico berlinese. Parte centrale è una hall da 2500 mq che oggi è stata trasformata in spazio destinato a progetti d’arte.

Uferhallen Berlin

Uferhallen Berlin

Nell’enorme sala sono rimasti grandi ganci che pendono dal soffitto, le finestre filtrano la luce naturale creando un ambiente estremamente affascinante. In fondo stanno girando un film, a destra si aprono altri spazi nei quali s’intravedono un banco bar, divanetti e un ripostiglio. Nelle Uferhallen è tutto piuttosto berlinese. In mezzo alla sala 17 pareti di cartongesso, disposte a raggera. Ogni parete riporta opere di vari artisti: disegni, collage, stampe, materiali vari che sotto i faretti riflettono sugli avvenimenti della contemporaneità.

La mostra Kunstaktien, allestita dal 25 marzo scorso, espone veri documenti legali. Azioni nominali realizzate per la società per azioni Uferhallen da più di 90 artisti tra cui Monica Bonvicini, Zhivago Duncan, John Bock, Valérie Favre, Katharina Grosse, Nasan Tur, Matthias Köppel e tanti altri. A ciascuno di loro è stato chiesto di realizzare 25 opere che poi, messe in vendita a 2400 euro l’una, daranno titolarità all’acquirente di una parte della società, precisamente 11,5 mq dell’appezzamento.

Uferhallen Berlin

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