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Accesso dal cancello del giardino, baracchino che vende burritos a sinistra, tavolini in legno a destra, entrata direttamente dal bar autogestito del palazzo. Dalle casse esce un mix minimal e lounge. Così si presenta Cash&Carry, mostra collettiva di 15 artisti che hanno passato del tempo della loro vita creativa negli spazi di MMX (che a dicembre chiuderà) nella Linienstrasse.

Passando da una sala all’altra, facendo attenzione di non inciampare sul suolo grezzo di un pavimento mai realizzato o di non portare via qualche mattoncino caduto da muri malconci, ci si addentra nella pancia di quella casa-squat-residenza che negli ultimi anni è stata punto di riferimento per i giovani artisti contemporanei di Mitte. Una delle stanza ospita le opere e l’installazione site-specific di Ingo Frohlich. Migliaia di linee nere su sfondo bianco trasformano l’ambiente in un gioco ottico a misura umana. I suoi disegni, che sembrano carte topografiche, rivelano una dimensionalità nascosta della superficie bidimensionale della carta per estendersi poi fino alle pareti e al pavimento. Uscendo si passa attraverso un atrio pieno di piante che ospita un grande wallpainting di Ivonne Dippmann, legato alla storia dell’edificio, per poi rientrare e culminare la mostra in una specie di dark room in cui il video di Clemens Wihelm mette a dura prova ogni tentativo di serietà.

Articolo pubblicato su Artribune: http://www.artribune.com/2011/04/gallery-weekend-updates-quando-berlino-e-ancora-squat-15-artisti-negli-spazi-di-mmx-su-linien-con-risata-garantita/

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